“Una caldaia di nuova generazione, costosa ma che dovrebbe far risparmiare in bolletta”.

Definiresti anche tu così la caldaia a condensazione?

Ma poi, quanto ne sai di manutenzione, detrazioni a cui hai diritto e obblighi di legge?
Oggi si parla molto della caldaia a condensazione ma non sempre ciò che viene detto o riferito è corretto.
Capita che le informazioni vengano mal interpretate o peggio, siano date in modo poco trasparente, facendo passare, ad esempio, come obbligatorio un intervento sulla caldaia che in realtà non lo è.

Quindi anche se si tratta di un argomento un po’ tecnico, è meglio saperne sempre qualcosa in più. Per fare delle scelte consapevoli e soprattutto evitare spiacevoli inganni.

Per aiutarti a farlo, abbiamo chiesto a Marco, termotecnico del nostro team, di rispondere ad alcune domande, spesso oggetto di fraintendimenti, riguardo la caldaia a condensazione.

Mettiti alla prova e scopri quanto ne sai!
A te la parola Marco.


1. La manutenzione annuale della caldaia a condensazione è obbligatoria per legge.

FALSO

La manutenzione ordinaria delle caldaie (sia tradizionali che a condensazione) è un’operazione che consiglio caldamente di svolgere annualmente per controllare il corretto funzionamento dell’impianto termico e prevenire eventuali guasti, ma è importante sapere che non c’è nessuna normativa che obbliga a svolgerla ogni anno.
Puoi verificare la cadenza con cui è obbligatorio fare la revisione della caldaia direttamente sul libretto del tuo impianto o chiedendo informazioni al fornitore del dispositivo.

2. La revisione ordinaria della caldaia e l’analisi dei fumi sono la stessa cosa.

FALSO

La revisione della caldaia prevede operazioni quali la pulizia dell’impianto e l’accertamento del corretto funzionamento dell’apparecchio.
Mentre l’analisi dei fumi, obbligatoria per legge con cadenza che varia da 1 a 4 anni in base alla tipologia e alla potenza dell’impianto, consiste in una verifica specifica dell’efficienza energetica della caldaia, ovvero in un controllo dei fumi di scarico e del rendimento di combustione.
Quindi se il tuo impianto non ne ha bisogno, non è utile svolgere ogni anno l’analisi dei fumi, così come invece può esserlo la revisione annuale. Quindi meglio sempre chiedere una verifica al tuo installatore di fiducia ed essere a conoscenza della periodicità con cui vengono svolti i controlli sulla tua caldaia.

3. L’acquisto e l’installazione di una caldaia a condensazione è detraibile fino al 65%.

VERO

Ma attenzione, per accedere alla detrazione del 65% devi scegliere una caldaia a condensazione di classe almeno pari alla A e includere l’installazione contestuale di sistemi di termoregolazione evoluti.
Senza l’aggiunta di tali dispositivi e quindi per il solo acquisto della caldaia a condensazione di classe energetica almeno pari alla A, l’importo detraibile scende al 50%.
Per sapere come ottenere la detrazione, puoi leggere la guida sul bonus caldaia 2018 che ti spiega passo per passo come riottenere parte di quanto speso per la nuova caldaia.

4. Secondo il regolamento Europeo, se ho una caldaia a camera stagna o aperta sono obbligato a sostituirla.

FALSO

Dal settembre 2015, le caldaie tradizionali a camera stagna o aperta sono fuori produzione.
Perciò da quella data non sono stati più prodotti e immessi sul mercato dispositivi di questo tipo, ovvero con potenza fino a 400kW e valori di efficienza media stagionale inferiori all’86%.
Quindi non c’è alcun obbligo formale di sostituzione per chi è già dotato di un impianto a camera stagna o aperta, a condizione che in fase di revisione, il sistema risulti rispettare i parametri di combustione imposti dalle normative regionali. In caso contrario, la caldaia dovrà essere cambiata entro 180 giorni.
Ma mi permetto di darti un consiglio: se hai una caldaia che ha più di 15 anni forse è il momento di cambiarla perché un modello datato aumenta notevolmente i consumi e con una caldaia a condensazione puoi ottenere importanti risparmi in bolletta.

5. La caldaia a condensazione costa molto di più di una caldaia tradizionale.

FALSO.

La differenza non è così significativa come pensi.
Le prime caldaie a condensazione proposte sul mercato avevano costi molto elevati, ma oggi si tratta del modello più comune e venduto. Ciò ha permesso di rendere più competitivi e vantaggiosi i costi di questo tipo di impianto.
Infatti la differenza di prezzo tra una caldaia convenzionale e una a condensazione si aggira intorno al 35%.
Ma ciò che cambia davvero sono i consumi: la caldaia a condensazione è stata progettata per recuperare il vapore acqueo che viene disperso nelle caldaie tradizionali e riutilizzarlo per produrre calore. Questo porta un risparmio annuo in bolletta che può raggiungere il 30%.
Quindi il mio consiglio è di non fermati al lieve risparmio iniziale ma di prendere in considerazione l’economia a lungo termine, scegliendo una caldaia a condensazione che ti garantisca elevate performance e consumi ridotti.

6. Prima di acquistare una caldaia a condensazione è consigliabile che il tecnico svolga sempre un sopralluogo.

VERO

Diffida da chi ti propone la vendita diretta di un impianto termico con magari incluso anche il montaggio, senza aver mai visto direttamente il locale in cui sarà installato.
Un termotecnico serio e affidabile sa bene che è necessaria un’analisi preliminare degli ambienti per consigliarti il modello più idoneo e formulare un preventivo chiaro dei costi di installazione.


Come è andata?

Speriamo che le risposte di Marco siano state chiare e utili.
Il nostro team di termotecnici lavora in totale trasparenza per garantire interventi sulla caldaia svolti a regola d’arte a prezzi chiari fin da subito.
Se hai bisogno della revisione della caldaia, del montaggio o di una riparazione, puoi contare su Marco e tutta la squadra.

Sono pronti a garantirti una casa calda e sicura per tutto l’inverno.